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Buona notte e parole d'oro

È notte fonda e tutti dormono. Nella casa c'è la pace perfetta, la tranquillità sonnacchiosa scandita dal leggero ronfare dei miei ometti che dormono beati. È l'ora perfetta per scrivere, per lasciarsi andare alle parole che escono da sole, forse anche un po' a vanvera, ma proprio per questo ancora più istintive e sincere. Vorrei davvero restare attaccata al computer finché gli occhi restano aperti, ma so che poi la pagherei domani mattina. Succede ogni volta.

Sporcando s'impara!

Più un bimbo è sporco e più è felice. Potrà sembrare esagerata questa affermazione, e forse un po' lo è ed è anche un po' provocatoria, ma una sacrosanta verità di fondo c'è eccome! Naturalmente sto parlando delle macchie e delle "barosole" derivate dal gioco, non certo dalla scarsa igiene e pulizia, ovvio! Un bel bagno caldo la sera è d'obbligo, ma durante il gioco la regola "non ti sporcare" non è ammessa. Giocare è una cosa seria, per i bambini giocare equivale a imparare, sperimentare e quindi a crescere, soprattutto a crescere liberi e felici.

Sarò mai pronta per smettere di allattare mio figlio?

Sarò mai pronta per smettere di allattare mio figlio? Non so, credo piuttosto che dovrà essere lui a "svezzare"me ;P
Sarò in controtendenza, in un'epoca in cui le mamme allattano per pochi mesi e che mal sopportano l'allattamento al seno e lo considerano un peso e un onere faticoso, io amo allattare mio figlio.
Averlo lì fra le mie braccia immersi in un'intimità soltanto nostra, condividendo un'esperienza che riguarda solo noi due e che lui non avrà mai con nessun'altro è per me qualcosa di magico, etereo, appagante e rilassante a cui ancora non sono disposta a rinunciare nonostante il mio bimbo stia per compiere due anni.
E' una vera coccola per entrambi tant'è che spesso finisco anch'io per addormentarmi insieme a lui.

Signora, suo figlio è un piccolo genio! :D

Che soddisfazione quando i complimenti arrivano così all'improvviso! :D
Ce ne stavamo alla cassa del supermercato e il nostro piccolino (21 mesi), in piedi dentro al carrello, era impegnatissimo a svuotarlo posizionando i vari articoli sul rullo della cassa e, come al solito, non stava zitto un secondo. Cosicché la commessa stupita esclama:

"Ma che bravo suo figlio, così piccolo eppure parla già così bene!" 

Non so se la commessa pensasse che fosse più piccolo o se avesse esperienza con i bimbi o no, comunque per evitare di saperlo non gliel'ho nemmeno chiesto, anzi, - figuriamoci ;P - cuore di mamma, non ho resistito e ho rincarato:

"E sa anche elencare i numeri da 1 a 10!" Sì, vabbè ogni tanto si scorda l'1 e il 7, ma che importa ;P

"Accidenti - ha risposto lei - ma allora è un piccolo genio!"

E' inutile, quando si tratta di figli, noi mamme, la modestia non sappiamo neanche dove stia di casa, e se qualcuno ci dà spago noi partiamo per la tangente lodando ogni inezia fatta dal nostro pargolo, magari farcita con ricami, arzigogoli e arabeschi, tanto per rendere il racconto ancor più "avvincente" ;P

Vita da mamme: Perché i bambini mordono?

Sei mamma da un annetto circa e ti ritrovi ricoperta di morsi, perché il posto preferito dal tuo caro figlioletto per sperimentare i suoi nuovi dentini è proprio il tuo corpo. Poi ovviamente non si accontenterà di assaggiare solo la mamma, ma anche il papà, la nonna, il nonno, la vicina e chiunque gli si avvicini a portata di denti.
Ovvio che, visti anche i recenti mondiali di calcio dove Suarez ha dato il peggio di sé addentando la spalla del povero Chiellini, inizialmente può insinuarsi il timore di aver messo al mondo il futuro Conte Dracula, ma non disperate, care mamme, sappiate che si tratta di una fase transitoria che accomuna tutti (o quasi) i bimbi di questa età.
Attorno all'anno, infatti, i bimbi iniziano a prendere confidenza con queste strane ed appuntite protuberanze che crescono dentro la bocca e che spesso e volentieri danno noia. Insomma, pensate di essere nei loro panni e di avere costantemente le gengive sotto attacco di punte aguzze che cercano di farsi strada, e di ritrovarvi poi non più con la bocca liscia con la quale avete convissuto fin dalla nascita, ma inspiegabilmente piena di chicchi di riso affilati e irremovibili. Non c'è dubbio che per loro tutto questo sia alquanto strano, oltre che fastidioso, ma dal momento che ci sono, tanto vale iniziare a capire come funzionano!
Ecco dunque che il nostro pargoletto, tanto dolce e carino, che fino ad ora ci ha riempito di bacini, si avvicina con la sua boccuccia santa e zacchete sferra un morso alla Tyson per poi guardarci fiero come a dire: "Hai visto mamma cosa sono in grado di fare?", e restarci poi malissimo nell'assistere alle nostre, per loro incomprensibili, urla contrariate e di dolore, che sembrano però non sortire l'effetto sperato, dal momento che i morsi continuano e continueranno a ripetersi sistematicamente.
Per loro, infatti, mordere la mamma, il papà o il pinguino di peluche è la stessa cosa. Non c'è malizia o cattiveria in quel gesto, ma solo una naturale ed incontenibile voglia di conoscere, sperimentare e comunicare.
La bocca resta infatti il principale strumento che i bimbi utilizzano per conoscere il mondo, e i morsi fanno parte di questo processo.
Generalmente i bimbi smettono di mordere con l'acquisizione del linguaggio che diventerà lo strumento principale col quale si esprimeranno.
Attenzione però a non sottovalutare questo atteggiamento, perché se nella fase iniziale è un aspetto che fa parte della loro crescita, col tempo può diventare invece sintomo di frustrazione e di malessere del bambino.
Che fare, allora?

Vita da mamma: Panico da febbre alta

Prima o poi doveva capitare, ma porca miseria proprio di domenica? Sembra che i virus, i bacilli, i batteri o qualunque cosa provochi un'impennata della temperatura nei bebè facciano apposta: se ne stanno buoni buoni tutta la settimana e poi si danno alla pazza gioia nei giorni festivi o comunque quando il pediatra non è reperibile.
E così il mio piccolino, per la prima volta nella sua vita, si è ritrovato con 39,5° di febbre. Io al suo posto me ne sarei stata moribonda stesa a letto e invece lui zompettava per la casa come se niente fosse o quasi, solo che bruciava come una stufa, i suoi piedini erano in pratica dei salsicciotti già cotti pronti per essere mangiati. Panico.
E allora via di suppostina e spugnature per cercare di abbassarla, con un occhio al computer alla ricerca di informazioni utili sperando di trovare il rimedio miracoloso o la spiegazione più rassicurante possibile, ma come sempre a proposito di bimbi, in rete, e non solo, aleggia una gran confusione.
Fra chi sostiene l'utilità delle spugnature e chi invece ritiene che siano addirittura dannose, fra i più allarmisti che consigliano di precipitarsi al pronto soccorso con 37,1° e i più temerari che invece sostengono che la febbre non debba essere mai abbassata con farmaci o rimedi vari, ma sia il bimbo a doversela cavare da solo per temprarsi il fisico O_o. Ma insomma, se io prendo un'aspirina per sentirmi meglio se ho qualche linea di febbre, perché mai dovrei lasciare che il mio cucciolo si arrangi con una febbre da cavallo??? Non c'è nemmeno uniformità sulla temperatura da considerare febbre! 37° o 37,5°? E se misurata nel retto, in bocca o nell'orecchio è febbre solo a 37,5°, 38° o 38,2°? Boh ...
Tali discordanze, poi, non si riscontrano solo nei pareri delle varie mamme blogger (che anzi forse per esperienza sul campo ne sanno più di certi medici), ma anche in quelli dei pediatri.
In più devi fare i conti col classico commento del parente di turno
"Io l'avevo detto che quel bambino l'avevi vestito troppo leggero!" ... Grrrrrrrrr ... 
Vai a spiegare che se tu indossi la maglietta sbracciata perché ci sono 30°, non puoi vestire tuo figlio col body intimo di lana, i jeans termici e il maglione, perché bollirebbe nel suo sudore e nel giro di 30 secondi ti ritroveresti con un patato al cartoccio. Del resto sono io quella che si è presa un "cazziatone" dal sostituto pediatra proprio perché avevo seguito il loro consiglio e avevo osato mettere al pupo un body intimo (per giunta sbracciato) sotto al pagliaccetto, da notare che io quel giorno ero in maniche lunghe e canottiera, ma si sa: le colpe son tutte della mamma, i meriti di tutti gli altri.
E' consuetudine infatti pensare che i bimbi vadano coperti all'inverosimile. Un tempo addirittura li si vestiva solo con la lana anche in estate, perfino i costumi da mare erano in lana! Ma bisogna pensare ai bimbi come a delle piccole pentole colme di acqua che se messe sul fuoco fanno molto prima a bollire di quelle grandi.
Mi è capitato di vedere in estate bimbi urlanti in carrozzina coperti addirittura con la copertina invernale, mentre i genitori boccheggiavano in t-shirt e infradito! Avrei voluto dir loro "Provate a scoprire un po' il vostro frugoletto e vedrete che forse la smetterà di piangere"
Vi segnalo comunque il link di un articolo che ho trovato molto utile ed esaustivo, il titolo dice tutto: Febbre: cosa fare. Offre un sacco di consigli e suggerimenti dal come, dove e quando misurarla, al cosa fare (per esempio far bere tanto il nostro piccolino e non coprirlo troppo), al cosa assolutamente da evitare come dare farmaci per adulti o l'aspirina (farmaco che addirittura non deve essere somministrato al di sotto dei 15 anni perché si è scoperto che può provocare una malattia gravissima, se pur rara, la Sindrome di Reye).
Insomma, come al solito penso che la soluzione stia nel buon senso, anche se spesso noi mamme abbiamo così poca autostima che preferiamo fidarci degli altri (di tutti gli altri) perché pensiamo che chiunque ne sappia più di noi, invece non è così! E' giustissimo ascoltare tutti i consigli che ci vengono dati, ma poi non dobbiamo temere di fare di testa nostra.
Mamme dobbiamo credere di più in noi stesse! Largo quindi al nostro istinto e al buon senso, perché le mamme hanno sempre ragione ... o quasi ;-)

Allattamento prolungato sì o no? Certo che Sì!

Lo ammetto, quando in una delle prime visite la pediatra mi disse che sarebbe stato bene che allattassi il mio piccolino almeno per un anno, pensai che fosse pazza. Non conoscevo nessuno o quasi che avesse allattato per così tanto tempo. Ero poi ancora nella fase di rodaggio, quella in cui ci si deve ancora prendere la mano, in cui il seno duole da morire, in cui ti ritrovi all'improvviso col latte che schizza dai seni imbrattando anche la maglietta e in cui il piccolino spesso e volentieri impiega ore per sfamarsi perché si addormenta attaccato al seno ogni due minuti. A giudicare poi da quello che sentivo in giro, sembrava quasi che allattare fosse considerato un vero e proprio vizio da togliere il prima possibile.
Trascorso il periodo di rodaggio, però, ho iniziato ad apprezzare gli innumerevoli lati positivi dell'allattamento al seno: il seno che non duole più, il piccolino che si sfama sempre in minor tempo, il fatto che il latte sia sempre pronto ad ogni ora del giorno e della notte e sempre alla temperatura giusta, per uscire non occorre prendersi dietro biberon, pappe, pappette, scaldalatte, scaldapappe ecc ... e poi l'aspetto più bello, quello coccoloso, affettuoso, quello che scalda il cuore sia della mamma che del bebè, la coccola che più mi mancherà quando il mio piccolino sarà diventato un ometto. Perché non puoi dire ok, provo a smettere di allattare e poi massimo ricomincio. Eh, no! Una volta che smetti non puoi più tornare indietro e forse mai più ti ricapiterà di poter vivere un'altra esperienza del genere.
Ora che il fatidico anno si avvicina, quindi, la mia voglia di smettere di allattare è pari a zero. Ho perciò iniziato ad informarmi sull'allattamento prolungato, scoprendo un mondo sconosciuto ai più. Ho constatato, infatti, che c'è una disinformazione pazzesca in merito a questo argomento.

Appello agli stilisti per bimbi: non dimenticatevi dei maschietti!

Non c'è verso, entri in qualunque negozio di abiti per bimbi, grande o piccolo che sia, online o di città, e ti ritrovi in  mezzo a scaffali e scaffali ricolmi di vestitini per femminucce. E quelli per i maschietti? Li scovi, se riesci, a fatica in un angolino risicato fra il rosa, il fucsia, il malva, il glicine, il lavanda in ogni declinazione, con ogni combinazione possibile di colori e tessuti, fra paillettes, pizzi, balze e chi più ne ha più ne metta.
In pratica devi girare tutto il negozio, ammirando nel frattempo tutti quei fantastici abitini che non ti servono, ma che compreresti in blocco. Saresti quasi in grado di dire che il fucsia è diventato di moda anche per i maschietti pur di portarti a casa almeno una magliettina, una camicetta, una gonnellina. E invece no, quando trovi lo scaffale dedicato ai maschietti (in un unico ripiano riescono a farci stare tutte le taglie da 0 a 14 anni), non ti resta che scegliere fra le quattro cose che ci sono e andare mestamente alla cassa, dopo aver riattraversato tutto il negozio passando accanto alle mamme delle femminucce in pieno trance da shopping.

E ora si mangia!

Svezzamento, già la parola stessa mette ansia, almeno a me, perché questo, per un bimbo che si è nutrito esclusivamente con il latte materno, è il primo passo che segna il distacco dalla mamma, da colei cioè che dal momento che è stato concepito lo ha nutrito e lo ha cresciuto solamente attraverso il suo corpo.
A complicare le cose, poi, c'è la scarsa collaborazione del piccoletto che spesso e volentieri non ne vuole sapere di cambiare le sue abitudini per sostituire, o almeno affiancare, la tanto gratificante ciucciatina con pappe e pappette dal sapore a volte quasi disgustoso.
La prima pappa infatti è una "colla" fatta di farina di riso stemperata in brodo vegetale e olio d'oliva. A me ha intasato il lavandino, figuriamoci il suo pancino!
Nel prontuario fornitomi dal pediatra c'è scritto "Se il bimbo gradisce ...", ma perché c'è per caso qualche bimbo che ingurgita volentieri sta roba???? Il mio nemmeno la vuole vedere!
Comunque, "Se il bimbo gradisce", consiglia di aggiungere liofilizzato di agnello ... Della serie di male in peggio! Una roba più puzzolente io credo di non averla mai mangiata e nemmeno mio figlio. Ricordo ancora la sua faccina schifata nel momento in cui ho provato di avvicinare il cucchiaino alla sua boccuccia.
Se la logica del senno di poi dice che è normale che non ne vogliano sapere delle pappine insipide e dai sapori improbabili, il dramma per una mamma è comunque dietro l'angolo. "Oddio non mi mangia! E ora come farò a farlo crescere?" Perché una mamma già va oltre. Il pupetto non mangia a pranzo e già la mamma lo vede dimagrito e denutrito.

Vita da mamme: Scusate, ci sono anch'io

Se siete al termine della gravidanza e vi siete abituate alle mille attenzioni che tutti vi porgono: "Lascia stare faccio io, tu riposati", "Aspetta, te lo porto io, tu non ti affaticare", "Tieni, ti ho preparato la crostata di Nutella che ti piace tanto", ecc .... Preparatevi, perché ben presto dovrete rassegnarvi a farne a meno. Nel momento stesso in cui il vostro frugoletto emetterà il suo primo vagito, voi non esisterete più. Sarete semplicemente tappezzeria, carta da parati, completamente invisibile. Esisterà solo lui: il vostro bebè.
Amici e parenti, quelli che prima vi riempivano di attenzioni, non esiteranno neppure a sbattervi la porta in faccia (a me è capitato), ma non per cattiveria, semplicemente perché tutte le loro attenzioni saranno talmente focalizzate sul piccolino che nemmeno vi noteranno. Se anche vi presentaste a casa degli suoceri con un sacco dell'immondizia addosso nemmeno se ne accorgerebbero.
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