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Vita da mamme: Perché i bambini mordono?

Sei mamma da un annetto circa e ti ritrovi ricoperta di morsi, perché il posto preferito dal tuo caro figlioletto per sperimentare i suoi nuovi dentini è proprio il tuo corpo. Poi ovviamente non si accontenterà di assaggiare solo la mamma, ma anche il papà, la nonna, il nonno, la vicina e chiunque gli si avvicini a portata di denti.
Ovvio che, visti anche i recenti mondiali di calcio dove Suarez ha dato il peggio di sé addentando la spalla del povero Chiellini, inizialmente può insinuarsi il timore di aver messo al mondo il futuro Conte Dracula, ma non disperate, care mamme, sappiate che si tratta di una fase transitoria che accomuna tutti (o quasi) i bimbi di questa età.
Attorno all'anno, infatti, i bimbi iniziano a prendere confidenza con queste strane ed appuntite protuberanze che crescono dentro la bocca e che spesso e volentieri danno noia. Insomma, pensate di essere nei loro panni e di avere costantemente le gengive sotto attacco di punte aguzze che cercano di farsi strada, e di ritrovarvi poi non più con la bocca liscia con la quale avete convissuto fin dalla nascita, ma inspiegabilmente piena di chicchi di riso affilati e irremovibili. Non c'è dubbio che per loro tutto questo sia alquanto strano, oltre che fastidioso, ma dal momento che ci sono, tanto vale iniziare a capire come funzionano!
Ecco dunque che il nostro pargoletto, tanto dolce e carino, che fino ad ora ci ha riempito di bacini, si avvicina con la sua boccuccia santa e zacchete sferra un morso alla Tyson per poi guardarci fiero come a dire: "Hai visto mamma cosa sono in grado di fare?", e restarci poi malissimo nell'assistere alle nostre, per loro incomprensibili, urla contrariate e di dolore, che sembrano però non sortire l'effetto sperato, dal momento che i morsi continuano e continueranno a ripetersi sistematicamente.
Per loro, infatti, mordere la mamma, il papà o il pinguino di peluche è la stessa cosa. Non c'è malizia o cattiveria in quel gesto, ma solo una naturale ed incontenibile voglia di conoscere, sperimentare e comunicare.
La bocca resta infatti il principale strumento che i bimbi utilizzano per conoscere il mondo, e i morsi fanno parte di questo processo.
Generalmente i bimbi smettono di mordere con l'acquisizione del linguaggio che diventerà lo strumento principale col quale si esprimeranno.
Attenzione però a non sottovalutare questo atteggiamento, perché se nella fase iniziale è un aspetto che fa parte della loro crescita, col tempo può diventare invece sintomo di frustrazione e di malessere del bambino.
Che fare, allora?

  • Reagire ad ogni morso con un secco NO, cercando di far capire al bimbo, attraverso le parole, il tono della voce e una mimica facciale a lui comprensibile, che non si fa, che il mordere non fa felice la mamma e che anzi quel gesto la rattrista perché provoca dolore negli altri. E' giusto anche mostrargli i segni lasciati dai suoi dentini.
  • Assolutamente MAI reagire ad un morso con risate, stando al gioco o comunque con un atteggiamento condiscendente.
  • Assolutamente MAI morderlo di conseguenza per fargli capire che fa male! E' logico che questo comportamento sia controproducente in primo luogo perché sareste voi stessi a disubbidire ad un divieto ed in secondo luogo come si può pretendere che non ripeta più lo stesso gesto se ha visto che anche voi lo fate? Non bisogna mai dimenticare che i bimbi sono emulatori, evitiamo perciò di fare gesti che non vogliamo che ripetano, adottiamo invece il comportamento che speriamo che imparino ;)
  • Proponiamogli un comportamento alternativo: Vuoi mordere? Ok, prendi questo bel giocattolo su cui puoi sfogare tutta la tua voglia di addentare. Se invece il suo gesto era legato ad una manifestazione d'affetto, facciamogli capire che il modo migliore per dimostrarlo sono le carezze o gli abbracci, e così via.
  • Evitare di dirgli frasi tipo "Sei cattivo!", perché gli inculcherebbe unicamente un'immagine negativa di sé. Elogiamolo invece quando cerca di resistere all'impulso di mordere.
  • Insomma, come sempre, usiamo il buon senso.
Quando questo comportamento non lo si può più classificare come "naturale processo di crescita"?
A grandi linee quando si protrae anche verso i due o tre anni. In questo caso può essere sintomo di frustrazione, di malessere o di insofferenza del bimbo che sarebbe opportuno indagare e risolvere a monte.

1 commento:

  1. Suggerisco immediatamente questo post ad una mia amica che ha proprio questo problema. I miei cuccioli, per fortuna, non l'hanno mai fatto ma, per esperienza indiretta, posso dire che la situazione può diventare davvero insostenibile...

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